GALLERIA DELL’ ACCADEMIA, un percorso serale con Marginalia

MARTEDI 25 LUGLIO ORE 20:30

RITROVO ORE 20:20 davanti al Museo

DURATA DEL PERCORSO: Un’ora e venti minuti

QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 25,00 a persona

la quota comprende:

BIGLIETTO INGRESSO INTERO € 14,00 – Servizio guida – noleggio radio con auricolari

BIGLIETTI RIDOTTI E GRATUITA’

RIDOTTO € 2,00 per i ragazzi da 19 a 25 anni non compiuti

GRATUITO per ragazzi fino a 18 anni non compiuti

AVVISO: Si informano i gentili visitatori che il biglietto di ingresso al Museo costerà 1,00 Euro in più per i biglietti acquistati dal 15 giugno al 15 settembre 2023, secondo disposizioni del Ministero dei beni culturali per aiutare le popolazioni dell’Emilia Romagna in difficoltà a causa della violenta alluvione. (quindi 14,00 euro invece di 13,00 euro)

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE

INVIANDO UN WHATSAPP AL 366 4475991 

OPPURE INVIANDO UNA MAIL A: visiteguidate@associazionemarginalia.org 

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La Galleria fu istituita nel 1784, quando il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo riorganizzò l’Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de’Medici, nella moderna Accademia di Belle Arti. Il museo si arricchì con le soppressioni delle chiese e dei conventi ordinate da Pietro Leopoldo nel 1786 e da Napoleone Bonaparte nel 1810. L’evento decisivo per la storia del museo fu il trasferimento del David di Michelangelo da Piazza della Signoria nell’agosto 1873. La scultura più celebre del mondo attese nove anni, custodita in una cassa di legno, la conclusione della costruzione della Tribuna progettata dall’architetto Emilio De Fabris per accoglierla. L’odierna Galleria dell’Accademia fu istituita nel 1882.

La fama planetaria goduta dalla Galleria dell’Accademia e la costante affluenza di pubblico si devono all’impareggiabile nucleo di sculture michelangiolesche riunite qui in periodi diversi, per costituire una specie di mausoleo dedicato al mito eterno del grandissimo pittore, scultore e architetto.
La Galleria dei Prigioni ospita per l’appunto i quattro Prigioni concepiti per la tomba di Papa Giulio II.
L’altra scultura raffigurante l’evangelista Matteo pervenne alla Galleria dall’Opera del Duomo nel 1834 mentre la discussa Pietà da Palestrina conclude la serie di sculture: un percorso solenne che introduce alla vera e propria apoteosi della Tribuna, dominata dal David.

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